Quando parliamo di prodotti dl risparmio gestito, siano essi fond comuni di investimento piuttosto che sicav, spesso il dibattito si sofferma sulla scelta tra una politica di gestione attiva o passiva.
Come è noto si parla in generale di una gestione passiva quando il gestore replica semplicemente il benchmark, mentre la gestione attiva è connotata dal tentativo di batterlo.
Nell'esperienza americana i fondi a gestione passiva, cosiddetti fondi indice, hanno battuto quelli a gestione attiva. In generale va detto che se i fondi che replicano il benchmark sono vincenti in fasi di bull market, è altresì vero che in fasi di ribasso non riescono a contrastarlo.
In questi casi a gestione attiva offre sicuramente valore aggiunto nell'effettuare scelte operative volte a cogliere particolari opportunità offerte dal mercato al fine di amplificare gli utili nei trend di rialzo e soprattutto di minimizzare le perdite nei ribassi.
L'indice statistico che permette di calcolare in modo sintetico la tendenza dei rendimenti di un fondo a muoversi più o meno nella medesima direzione dei rendimenti del suo benchmark e quindi di identificare uno stile di gestione attivo o passivo, è rappresentato dal coefficiente di correlzione lineare.
Questo parametro presenta dei valori che sono sempre compresi tra -1 e +1.
Operativamente parlando quando un fondo presenta una correlazione con il benchmark uguale a +1, il gestore ha costruito un portafoglio simile al mercato, connotando uno stile di gestione passiva.
Quando invece un fondo presenta una correlazione con il benchmark non vicina a tale valore significa che il fondo tende a muoversi mediamente nella stessa direzione del benchmark ma con intensità diversa e quindi ciò indica che il gestore sta perseguendo una gestione di tipo attivo.
Come è noto si parla in generale di una gestione passiva quando il gestore replica semplicemente il benchmark, mentre la gestione attiva è connotata dal tentativo di batterlo.
Nell'esperienza americana i fondi a gestione passiva, cosiddetti fondi indice, hanno battuto quelli a gestione attiva. In generale va detto che se i fondi che replicano il benchmark sono vincenti in fasi di bull market, è altresì vero che in fasi di ribasso non riescono a contrastarlo.
In questi casi a gestione attiva offre sicuramente valore aggiunto nell'effettuare scelte operative volte a cogliere particolari opportunità offerte dal mercato al fine di amplificare gli utili nei trend di rialzo e soprattutto di minimizzare le perdite nei ribassi.
L'indice statistico che permette di calcolare in modo sintetico la tendenza dei rendimenti di un fondo a muoversi più o meno nella medesima direzione dei rendimenti del suo benchmark e quindi di identificare uno stile di gestione attivo o passivo, è rappresentato dal coefficiente di correlzione lineare.
Questo parametro presenta dei valori che sono sempre compresi tra -1 e +1.
Operativamente parlando quando un fondo presenta una correlazione con il benchmark uguale a +1, il gestore ha costruito un portafoglio simile al mercato, connotando uno stile di gestione passiva.
Quando invece un fondo presenta una correlazione con il benchmark non vicina a tale valore significa che il fondo tende a muoversi mediamente nella stessa direzione del benchmark ma con intensità diversa e quindi ciò indica che il gestore sta perseguendo una gestione di tipo attivo.





