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Come scegliere un Mutuo

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Se il vostro obiettivo è l'acquisto di un immobile e non disponete di tutto il denaro in contanti, allora avete bisogno di chiedere un prestito (per una cifra inferiore ai 30.000 € non si parla di mutuo) o di accendere un mutuo bancario. Non esiste alcun un istituto di credito in grado di fornire le migliori offerte per ogni soluzione (importo richiesto, durata del prestito e tipo di tasso scelto), il "miglior mutuo" per le vostre esigenze va ricercato tra un gran numero di offerte presenti sul mercato.

La selezione del mutuo deve avvenire in una fase quasi contestuale all'acquisto, il target di spesa deve essere chiaro dal primo momento.

Ci sono vari spetti da non sottovalutare in caso richiesta di un mutuo.

Valutate il vostro reddito e il reddito delle persone di famiglia, la vostra capacità di risparmio (cioè del reddito complessivo quanto potete destinare alla restituzione di un prestito) il relazione alla richiesta di un mutuo, ricordate che l'impegno economico è lungo e potrebbe condizionare in modo decisivo il vostro bilancio familiare (e con esso il vostro stile di vita) per tutto il periodo. Se già pagate un affitto possedete un ottimo metro di misura della vostra disponibilità di denaro.

Accettata la proposta irrevocabile di acquisto nei termini stabiliti ora dovete fare un passo importante per l'acquisto, il compromesso (detto anche preliminare).

La scelta del notaio compete all'acquirente, sfruttate questa opportunità e non commettete l'errore di lasciare fare all'agenzia o peggio ancora al venditore; coinvolgete da subito il notaio e consigliatevi con lui sul luogo della firma del preliminare e sulla bontà della documentazione prodotta, a meno di casi complicati, vi consigliamo di firmare in agenzia.

Prima della firma vera e propria accertatevi, tramite notaio o personalmente recandovi presso la banca dove "accenderete" il mutuo, della situazione patrimoniale del venditore (ricordatevi che per 24 mesi dal momento della stipula del rogito in caso di fallimento del venditore si possono rivalere sul bene che avete comprato - sarebbe preferibile un venditore non fallibile, meglio se dipendente pubblico) facendo una visura camerale.

Se non emergono situazioni preoccupanti (consultatevi anche con l'addetto della banca anche a loro interessa questa informazione) potete firmare il compromesso dandovi almeno 3 mesi per la firma del rogito (in realtà occorrerà meno tempo per accedere al mutuo ma è sempre meglio stare tranquilli - ricordatevi che qualsiasi intoppo nell'erogazione del prestito potrebbe costarvi l'anticipo versato). In sede di preliminare dovrete versare in assegni circolari (attenzione a premunirvi in tempo di tale assegno che è cosa diversa dall'assegno normale - informatevi per tempo in banca) il 20% del prezzo pattuito. Ricordatevi che l'agenzia da questo momento in poi non vi seguirà più nei passi successivi, quindi dovrà essere liquidata con assegno ordinario in questa sede (l'importo varia dal 3 al 5% del prezzo pagato per l'acquisto ).

Vantaggi fiscali

La normativa in tema di agevolazioni fiscali per chi acquista un immobile destinato ad abitazione principale "prima casa" sono diverse e si applicano all'acquisto e sugli interessi pagati per restituire il debito contratto con la banca nell'accesso al credito. All'acquisto se dichiarate nell'atto che la destinazione d'uso sarà di "prima casa" pagherete al rogito un'imposta di registro del 3% se acquistate da privato (per seconde case è del 7% del valore dichiarato) e 129,11 € da impresa; imposta ipotecaria fissa di 129,11 € (seconde case è del 2%) sia che acquistiate da privato che da impresa (in quest'ultimo caso - seconde case resta 129,11 €); imposta catastale di 129,11 € (sia per privato che impresa) che diventa del 1% del valore dichiarato in caso di seconde case acquistate da privati (resta di 129,11 da imprese). Ricordate che per gli acquisti da imprese dovrete pagare anche un 4% di iva in aggiunta alle citate voci.

Il risparmio fiscale è notevole, es: per un importo dichiarato di 120.000 € con l'agevolazione paghereste 3600 € di imposta di registro, senza agevolazione 8400 € - di imposta ipotecaria 129,11 € con l'agevolazione, senza 2400 € - di imposta catastale 129,11 con l'agevolazione, senza 1200 € - (valutazione fatta per un acquisto fatto da un privato).

Le agevolazioni fiscali sono estendibili anche ad acquisti di pertinenze dell'immobile (box auto, cantine, posti auto) fatti nello stesso atto o in atti diversi se destinati come servizi all'abitazione principale. Nel contratto (rogito) sottoscriverete una clausola con cui vi impegnate a trasferire la residenza nel comune dell'immobile entro 18 mesi dall'acquisto (documentata da un certificato di residenza da consegnare all'agenzia delle entrate tramite notaio). Vi consigliamo di calcolare bene i tempi di trasferimento di residenza per non incorrere in ritardi e successive salatissime sanzioni economiche (perdita dell'agevolazione prima casa e conseguente multa ed interessi).

Agevolazioni nella dichiarazione dei redditi

E' prevista una detrazione del 19% sulla quota interessi passivi pagata durante l'anno precedente, che non può in nessun caso superare la cifra di 3615,20 €. Per poter usufruire di questa agevolazione il mutuo deve essere garantito da ipoteca (accertatevi preventivamente di questa condizione) la cui durata è di 20 anni in tutti i casi, per mutui di durata superiore va reiterata alla scadenza (se il mutuo ha durata inferiore l'ipoteca resta un fatto virtuale non avendo più alcun debito con la banca).
 

Euribor e Eurirs: indici più usati dalle banche

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L'Euribor (European Interbank Offered Rate) è un tasso interbancario, vale a dire il tasso di interesse al quale le banche prestano denaro ad altre banche.

Fino al 1998 i differenti tassi interbancari (diversi per la loro durata) erano conosciuti in Italia come Ribor (Rome Interbank Offered Rate) ed erano fissati da un campione dei maggiori istituti italiani.

Dopo la nascita dell'euro, undici Paesi europei hanno adottato di fatto la stessa moneta. Per questo motivo è stato deciso di creare un tasso interbancario europeo valido per tutta l'area euro. Questo tasso ha preso il nome di Euribor.

Il suo livello viene fissato da 57 tra le banche più rappresentative dell'area euro. E' utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile. Per determinare il tasso di interesse del mutuo la banca somma ai tassi di riferimento qui riportati un'aliquota detta spread, che rappresenta il guadagno dell'istituto di credito.
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Come tagliare la rata di un mutuo

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La prima possibilità può essere una riduzione del muto. Capita spesso che un mutuo stipulato anni addietro possa essere ridotto con i risparmi che si sono effettuati nel frattempo. Ovviamente questa soluzione non è da tutti praticabile ed inoltre non è sempre priva di costi aggiuntivi.

Una seconda possibilità riguarda la scadenza che la maggior parte degli istituti di credito si è resa disponibile a rivedere. Infatti allungare la scadenza di un prestito significa aumentare il numero delle rate complessive e quindi ridurre il valore della singola rata. Anche questa seconda ipotesi non è però priva di costi.

Si può optare anche in una soluzione di tipo assicurativo. Questa soluzione prevede normalmente la sottoscrizione di uno strumento finanziario di tipo "derivato". In questo caso se la rata dovesse subire aumenti e superare una certa soglia il surplus verrebbe pagato dalla banca sgravando il sottoscrittore da ulteriori balzelli.
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Accollo

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A volte capita che sull'immobile che s'intende acquistare sia già presente un mutuo.

In questi casi si deve valutare se vale la pena di subentrare al mutuo acceso dal venditore proseguendo nel pagamento delle rate residue alle condizioni già presenti o pagare l'intero prezzo di vendita accedendo ad un diverso finanziamento.

In questo secondo caso si provvederà ad estinguere l'ipoteca presente per inserirne una nuova a garanzia dell'istituzione finanziaria che ci concede il mutuo.
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Novità in tema di mutui

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La manovra finanziaria approvata dal Governo nei giorni scorsi, ormai nota come "pacchetto Bersani", introduce importanti novità per le operazioni di compravendita immobiliare.

La Finanziaria 2006 introduceva la possibilità di considerare come base imponibile il valore catastale dell'immobile indipendentemente dal corrispettivo pattuito indicato nell'atto.

Il pacchetto Bersani, nel confermare il calcolo dell'imposta sul valore catastale piuttosto che sul prezzo pattuito dalle due parti, rende comunque obbligatoria la dichiarazione, nei rogiti delle compravendite immobiliari, del valore reale della transazione. L'obiettivo è far emergere il valore reale del prezzo pattuito. Il nuovo decreto alza inoltre al 30% la percentuale di riduzione degli onorari notarili, che la Finanziaria 2006 abbassava del 20%.
Ultimo aggiornamento Domenica 25 Ottobre 2009 14:22 Leggi tutto...
 


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