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Obbligazioni strutturate: attenzione!!!

Autore: Alessandro D'Aria

Accanto alle emissioni tradizionali e semplici, il mercato obbligazionario offre una serie di titoli complessi conosciuti come obbligazioni strutturate.

Come noto le obbligazioni semplici si limitano a pagare un interesse a date prestabilite sulla base di un valore fissato alla data di emissione.

Invece le obbligazioni strutturate sono contraddistinte dal fatto di dipendere da parametri variabili; in questo caso infatti all'emissione non viene fissato il valore della cedola, ma i parametri di riferimento in base ai quali verrà calcolato tale valore.

Un esempio tra i più semplici e al contempo noti di obbligazione strutturata è quello del CCT – certificato di credito del tesoro – le cui cedole dipendono in modo diretto dall'andamento dei Bot – buoni ordinari del tesoro – che costituiscono quindi il parametro prefissato.

Ma attenzione: spesso le obbligazioni strutturate si mostrano sotto le mentite spoglie di tranquilli investimenti a reddito fisso che offrono cedole notevolmente più alte di quelle correnti.

In realtà, più che semplici obbligazioni, esse sono articolati portafogli dove, accanto a un bond cosiddetto "zero coupon", vengono acquistati e venduti strumenti finanziari derivati.

Il risultato? Il prodotto manterrà le promesse di alto rendimento solo se certe condizioni di mercato si realizzeranno nel futuro; se invece tali condizioni venissero a mancare la performance sarebbe di certo sconfortante.

La maggior parte delle obbligazioni di questo genere sono "reverse convertible", "reverse floater" e obbligazioni cosiddette "equity linked" o "index linked".

I "riverse convertible" hanno sembianze di titoli a breve scadenza (24 mesi) che pagano in una unica soluzione interessi particolarmente alti.

In realtà si tratta di strumenti ben più complessi in quanto l'emittente si riservala facoltà di scegliere se rimborsare il prestito al valore nominale o consegnare – a un prezzo prestabilito – un lotto di azioni fissato in partenza.

I "reverse floater" sono obbligazioni che, oltre al rimborso del capitale a scadenza, offrono il pagamento periodico di una cedola interessi tanto più ricca quanto più bassi risulteranno i tassi di mercato.

In pratica il loro rendimento è inversamente correlato a quello di indici come l'Euribor.

In uno scenario prospettico di tassi in discesa (diametralmente opposto a quello attuale per intenderci) i "riverse floater" costituiscono un ottimo strumento finanziario poiché le loro cedole lievitano, mentre i rendimenti di mercato scendono.

Le "index linked" garantiscono la restituzione del capitale e pagano interessi legati all'andamento di indici azionari o di specifiche azioni (in questo caso parleremo di "equity linked").

In qualche caso esse prevedono anche una cedola interessi sicura, anche se di entità modesta, che funge da interesse minimo garantito.

Il guadagno per l'acquirente di un titolo del genere stà nella aliquota di partecipazione al rendimento del cosiddetto sottostante, vale a dire degli indici azionari o del paniere di azioni cui l'obbligazione è collegata.

Tale aliquota è sempre inferiore al 100%.

Infine una considerazione: chi ha sempre comprato titoli di Stato, specie quelli più semplici, non può pensare di passare a strumenti finanziari così complessi; spesso accade di di destinare una quota elevata del portafoglio a questa forma di investimento, mentre sarebbe preferibile che il portafoglio fosse costituito in misura prevalente da emissioni classiche, accanto alle quali depositare, in percentuali massime del 15-20%, obbligazioni strutturate.

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