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Gli italiani e il credito al consumo

Autore: Alessandro D'Aria

Ultimamente la Banca Centrale Europea ha ancora una volta rialzato di un quarto di punto il costo del denaro e quindi il tasso di riferimento ora si colloca al 3,5%.

Ma nonostante ciò la dinamica del credito al consumo non ne ha risentito visto che, nel primo semestre del 2006 è aumentato ancora di più.

Gradualmente l'Italia si avvicina ai dati dell'area dell'euro. Per quanto riguarda invece i mutui immobiliari alle famiglie, la crescita delle consistenze nei primi sei mesi del 2006 si è attestata al +15,8%.

Le cause che continuano a spingere e trainare il boom del credito al consumo sono varie.

In primis le soluzioni finanziarie proposte dagli operatori si sono arricchite diluendo l'effetto dell'aumento dei tassi di interesse attraverso una maggiore flessibilità dei prodotti in termini di allungamento delle scadenze.

Nel comparto mutui, inoltre, l'aumento dei tassi di interesse ha provocato cambiamenti nelle scelte dei consumatori. Si riscontra una minore disponibilità, rispetto al passato, a esporsi al rischio di ulteriori variazioni dei tassi, che si è concretizzata in un maggiore orientamento verso la componente a tasso fisso.

Secondo l'Osservatorio sul Credito al Dettaglio Prosegue a ritmi elevato anche la diffusione dei prestiti personali, delle carte di credito revolving e la cessione del quinto dello stipendio.

Per quanto riguarda i mutui, emerge che nei primi sei mesi del 2006 i mutui hanno fornito il maggiore contributo alla crescita dei finanziamenti alle famiglie.

Una dinamica sostenuta generalmente da fattori quali i cambiamenti in atto nella struttura socio demografica e nei comportamenti finanziari delle famiglie. A questi fattori va aggiunto quello di una maggiore pressione concorrenziale estera, un'innovazione di prodotti, canali e servizi e una crescente attenzione degli operatori verso nuovi segmenti di clientela.

Per quanto riguarda gli importi erogati, si conferma primo la tendenza verso erogazioni di importo sempre più elevato.

Coerentemente all'aumento degli importi, prosegue l'allungamento delle durate dei contratti. Per quanto riguarda le scelte in materia di tassi, anche se nel primo semestre 2006 le nuove operazioni a tasso variabile rimangono la componente prevalente (66% dei mutui erogati), pur rimanendo le operazioni a tasso variabile quelle prevalenti, si assiste a un cambiamento di tendenza con un sensibile ribasso delle stesse.

Di contro naturalmente è consistente l' aumento della quota dei mutui a tasso fisso.

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